Tornare al cinema dopo mesi di lockdown e trovarsi immersi nelle due ore e mezza di Tenet, il nuovo film di Christopher Nolan, è come provare a restare in piedi dopo aver girato un quarto d’ora su se stessi.  Ma oltre ad essere un film visionario è anche un inno all’eleganza sartoriale che oggi sembra un valore perdutosi a discapito del leisurewear
LA TRAMA 
Tenet è sicuramente una pellicola destinata a ritagliarsi uno spazio nella Storia del Cinema ed i motivi sono molteplici.  L’undicesimo lavoro del regista britannico è il manifesto della sua stessa poetica: Nolan non solo plasma il tempo ma lo usa, lo stravolge, lo rende protagonista di una Guerra Fredda temporale fatta di passato, presente e futuro che si intrecciano e si condizionano tra loro. Ancora una volta l’unica cosa tangibile saranno i sentimenti. Tenet non è un film palindromo, ma neanche un viaggio nel tempo come siamo stati abituati a considerarlo fino ad oggi.  È un film di spionaggio dove è il tempo stesso l’arma di cui impossessarsi per poter raggiungere i propri scopi.  Il risultato finale è straniante, a tratti disturbante per lo spettatore, alle prese con continui salti e cicli temporali, tra proiettili “invertiti” e esplosioni che “implodono”. La pellicola ricalca la struttura di una spy-story, con elementi action e thriller. Il Protagonista, interpretato da John David Washington è un James Bond afro americano vestito in perfetto stile sartoriale Be Spoke che si trova coinvolto in una missione internazionale – Tenet – per salvare il mondo.  L’obiettivo è quello di neutralizzare l’oligarca russo Andrei Sator (Kenneth Branagh), l’unico a possedere strumenti e conoscenze per la manipolazione del tempo. Nel suo percorso, che lo porterà in giro per il mondo – dall’India alla Costiera Amalfitana, dall’Estonia al Regno Unito – sarà affiancato da Neil (Robert Pattinson), agente di lungo corso come lui.  Nel cast c’è anche Elizabeth Debicki (attrice che interpreterà nella serie Netflix “The Crown” la principessa Diana Spencer), nel ruolo della moglie di Sator. Tenet ha in sé tutti gli elementi del Quadrato Magico cui fa riferimento.  Il titolo, infatti, è ispirato all’iscrizione latina composta dalle parole Sator, Arepo, Tenet, Opera e Rotas.  Un palindromo rinvenuto in numerosi ritrovamenti archeologici, soprattutto in Europa. Non è un caso che in una delle scene del film, la famiglia Sator – per l’appunto – vada in visita a Pompei, la città dove sono state rinvenute due delle più celebri iscrizioni. Se amate il bel cinema non perdetevi Tenet.
L’ELEGANZA SENZA TEMPO DI TENET
C’è un passaggio, un concetto, che Nolan fa esplicitare ad uno dei suoi attori chiave, seppur con poco screen time, ovvero Michael Caine, che spiega perché il suo film è anche un inno all’eleganza maschile di una volta, quella fatta di formalità pura ed abiti classici. Michael Caine si rivolge al protagonista e gli dice che per compiere la missione “Tenet” con più credibilità deve indossare un abbigliamento elegante. Ed è così che il protagonista armato di carta di credito si adorna di completi sartoriali Be Spoke e di polo in maglia per affrontare la sua missione. I costumi sono curati da Jeffrey Kurland, famoso per le sue precedenti collaborazioni con Nolan in Inception e Dunkirk, per il film premio Oscar Erin Brockovich e per Ocean’s Eleven. L’intento non è mettere in scena abiti troppo alla moda presi dalle ultime passerelle di Parigi e Milano. L’intento è quello di dare voce ad un tailoring senza tempo, come il film, che non ha sostanzialmente un ordine temporale. Tutto è funzionale alla narrazione entropica, anche gli abiti. Nella scena che potremmo definire “chiave” del film infatti, sia che Washington che Pattinson sono l’emblema stesso del tailoring: il protagonista indossa un completo gessato con un gilet grigio, cravatta ton sur ton e camicia bianca. Il suo amico Neil invece un completo doppiopetto  con pochette e cravatta regimental. Entrambi scelgono uno stile vintage evitando completi troppo skinny e preferendo, per esempio, che il pantalone scenda fino al tacco delle loro classiche Oxford in pelle. Tra gli outfit memorabili del film c’è anche uno splendido completo sartoriale rosa indossato da Washington , di grande tendenza negli ultimi anni, che è stato abbinato ad una polo in maglia bianca e a dei boots in camoscio marrone. Polo sartoriali che spesso ritornano nell’arco dell’intera narrazione, talvolta in nero, talvolta in bordeaux, talvolta in grigio abbinati a pantaloni chino beige come quando il protagonista guida un luxury Tender solcando i mari della costiera amalfitana. Anche Pattinson, che si lascia andare a reminiscenze più vintage omaggia lo stile sartoriale classico grazie ai suoi completi Safari, alle sciarpe lasciate cadere su blazer oversize con rever morbido, ai completi in lino abbinati a cinture in pelle classiche. Inoltre, ispirandosi allo stile Dior e Ferragamo, indossa camicie a righe che ricordano i look riviera da vacanza in voga quest’anno. I due protagonisti principali di Tenet sono eleganti sempre, anche quando per motivi strettamente tecnici sono obbligati ad indossare imbracature tecniche e mascherine in plastica che sembrano quasi essere una premonizione sulla pandemia mondiale che ci ha coinvolti in questo anno. Sono eleganti soprattutto durante i combattimenti, quando si trovano ad affrontare i loro nemici vestiti male, sgualciti, con un abbigliamento inadeguato.  La bellezza di uno stile senza tempo salverà il mondo? Forse no, ma un completo elegante, con la camicia giusta e l’orlo dei pantaloni adeguato contribuiranno a delineare la versione migliore di se stessi.  Almeno questo è il messaggio di Nolan.

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